Riflessioni per la riqualificazione culturale di Roma

Tavola rotonda del 9 Marzo 2022

TEMA

Riflessioni per la riqualificazione culturale di Roma

Alla luce del periodo storico che stiamo vivendo si è discusso di un tema di notevole impatto sociale ed economico per la nostra Capitale.

La chiave di svolta per una nuova qualità dello sviluppo di Roma sta nella promozione della cultura, della scienza e della ricerca come fattore di sviluppo.

La cultura e la scienza per dare slancio alle forze produttive.

Dobbiamo lavorare per realizzare una città basata sullo sviluppo delle nuove produzioni, delle nuove tecnologie, una Roma città dell’informazione, del terziario avanzato; centro e crocevia di valori culturali; città internazionale culla dei valori della pace e della solidarietà tra i popoli.

Quando si parla di Roma capitale dobbiamo uscire dal municipalismo angusto, delle immagini retoriche o oleografiche.

Roma deve acquistare in tempi brevi il proprio nazionale inteso nel suo più significato profondo sia attraverso la valorizzazione dei suoi beni culturali, del suo ricco patrimonio scientifico e di ricerca; sia attraverso il rilancio delle iniziative economiche puntando sull’informatica, sull’elettronica di precisione, sulla comunicazione, sull’energia e sul terziario avanzato; sia attraverso l’efficienza dei servizi e del livello della qualità della vita; sia attraverso la realizzazione di un progetto strategico che le attribuisca le strutture necessarie al riconoscimento delle proprie funzioni di Capitale e abbia il ruolo di prestigio, produttivo e funzionale amministrativo che gli compete e appartiene.

In tale ottica si dovrebbe promuovere una politica culturale in rapporto anche alla organizzazione del territorio, al tempo libero ed alle tradizioni dell’ambiente, oltrepassando la semplice esposizione tecnologica, di norme giuridiche, mezzi, strumenti, iniziative varie che comunque dovranno essere continuo fattore ed elemento di studi ed approfondimenti.

Ciò ci viene suggerito dalle tradizioni di pensiero e di ricerca proprie della cultura contemporanea, dalle scienze sociali, dalla letteratura e dall’arte.

Si deve tenere conto da un lato il continuo progresso della razionalità tecnologica e dall’altra una visione di industria culturale ed in tale senso si osserva come la civiltà sia priva di slanci ideali con sempre più meccanismi burocratici che schiaccia la realizzazione di una civiltà degna sia del progresso tecnologico sia della cura e della tradizione culturale.

Tutto ciò è di estrema attualità e dovrebbe essere di monito per tutti gli operatori sociali, amministratori, ricercatori, quando si voglia fare un programma di politica culturale e purché questo dia frutti e risultati validi.

Inoltre, si può accennare la questione di una “metodologia della cultura politica” ed in tale contesto occorre innanzitutto superare una acquisizione aristocratica del concetto di cultura e di conseguenza la concezione paternalistica della politica culturale.

Partecipanti

Avv. Piero Mancusi

Prof. Michele Spremolla

Prof.Avv. Giovanni Puoti

Dr.ssa M. Beatrice Cantore

 

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